Musica

Within Temptation – Resist: la recensione

Ho uno strano rapporto con i Within Temptation… Ci sono album che ho adorato, altri che mi hanno lasciato solo una manciata di gemme, e poi c’è Resist.

Se è vero che la band ha saputo evolversi e cambiare nel corso degli anni, è altrettanto chiaro come in questo ultimo lavoro, la direzione presa tenda ad allontanarsi dallo stile originario della band, a favore di una maggiore elettronica.

La voce di Sharon Den Adel è sempre più angelica, ed è forse l’elemento che da sempre ha catalizzato la mia attenzione sulla band.

Tuttavia, questo nuovo lavoro (in versione normale, e nella mastodontica Extended Deluxe con i brani anche in versione strumentale) non mi convince del tutto.

Per carità, i pezzi sono ottimamente arrangiati, (anche se forse la voce qui è un po’ più soffocata rispetto agli ultimi album), ma anche dopo un giorno intero di ascolti e riascolti, non ho trovato nulla che mi resti in testa. Mi sembra manchi quella scintilla, quell’ispirazione, quel coraggio, che ha saputo tirar fuori dei pezzi emozionanti, quali Frozen, Somewhere, The Swan Song, Angels, Stand my ground, Shot in the dark, Faster, Utopia e Whole World is Watching. Giusto per citarne alcuni.

Tutto da buttare quindi? No, intendiamoci, l’album non è brutto, nel senso che risulta piacevole all’udito, ma non brilla come The Unforgiving, An acoustic night to the theatre e The Silent Force.

I pezzi che salverei sono Endless war, Raise your banner, In Vain, Mad World (che in molti denigrano, ma in realtà, anche se non dice molto di nuovo, secondo me è un po’ sottovalutato), Mercy Mirror e Trophy Hunter. L’opener invece, in senso strettamente soggettivo, ha l’inizio più fastidioso che mi sia capitato di sentire, e per questo non c’è verso di farmela piacere. Nonostante le milioni di views su YouTube.

Il resto passa, senza destare molto interesse.

Non so se si tratti di un album di transizione per un prossimo capolavoro (ricordo band che hanno prodotto ciclicamente album mediocri, per poi uscire con degli album da 10 e lode…), o se la band sia arrivata al capolinea in termini creativi (tecnicamente c’è ben poco da lamentare).

Voglio comunque dare fiducia alla band: mi aspetto che il prossimo album riporti i Within Temptation ai fasti di qualche album fa. Perché in fondo lo so che hanno le carte in regola per spaccare!


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