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Onechanbara Z2: Chaos – Recensione

 

Recentemente ho acquistato ad un prezzo a dir poco irrisorio Onechanbara Z2: Chaos per PS4.

Onestamente l’ho preso per il prezzo, dato che le recensioni online pubblicate a suo tempo (il gioco è uscito nel 2014) non erano certo delle migliori.

Avendo letto queste ultime durante il download del gioco, temevo di aver gettato al vento i miei spiccioli (sto usando chiaramente un tono ironico: per meno di 5 euro, mi sarei comunque accontentato).

Ho finito la modalità campagna, in modalità “casual gamer” da poco, e finalmente posso dire la mia su questo titolo.

Ma cos’è di preciso questo gioco?

Si tratta di un hack’n’slash di chiaro stampo nipponico, dove 4 fanciulle (2 sorelle della razza Vampiric, due sorelle della razza Baneful) dovranno fare a pezzi i cattivoni di turno senza troppe cerimonie: zombie, mostri di vario genere e dimensioni (alcuni giganteschi e decisamente “esotici”), oltre ad una tale Evange, dalla chioma verde e da due enormi… ehm.. attributi e a due sue tirapiedi decisamente cattive (e morte da un po’).

La storia è il sequel del prime Onechanbara (Onechanbara Z: Kagura – With NoNoNo! uscito per PS3 nel 2013), e parte, da quanto ho letto, proprio dal termine del primo capitolo, dove le due coppie riprendono a combattere tra di loro. Appare Evange, il pavimento crolla, e l’avventura inizia!

 

Ecco il trailer ufficiale:

Capolavoro o schifezza?

Ebbene, togliamoci subito ogni dubbio: posso dire che sebbene non sia un capolavoro, il gioco non è per niente da buttare via!
Ha qualche difetto, è vero, ma non ho riscontrato molti aspetti negativi che certi recensori, anche italiani, hanno dato al titolo di Tamsoft / D3 Publisher.

La storia è, come spesso capita, solo una scusa per mettere assieme i combattimenti. Non dico banale, ma poco ci manca. Riassumendo: gli zombie ed i mostri sono apparsi in diverse città, e sarà nostro compito distruggerli tutti. Nel frattempo dovremo scoprire chi sia Evange e le due non-morte che si porta al seguito.
Parte della storia verrà narrata in stile fumetto: sebbene sia una soluzione interessante, anche graficamente, tende secondo a me a rallentare un po’ il ritmo. Le parti parlate invece durante il gioco, beh… passano in secondo piano, dato che spesso e volentieri, appena entrati in un’area, inizieremo a tirare mazzate ai nemici.

Passiamo alla grafica: i 4 personaggi principali, Evange, e le due non-morte cattivissime sono realizzate decisamente bene. Le 4 eroine sono personalizzabili con nuove armi e vestiti acquistabili nel gioco o sbloccabili al termine di determinate missioni. Gli abiti sono vari, ben definiti, e possono essere associati a qualunque personaggio. Esiste una modalità denominata “banana split”, che è forse quanto di più zozzo ho mai visto su un videogame (a parte la danzatrice bionda di un vecchissimo gioco per PC chiamato Dark Earth), dove le 4 ragazze sono vestite solo da frutta (una banana per la parte inferiore, ciliegie o fragole, mi pare, per la parte superiore.

I nemici sono meno definiti, le textures sono lievemente inferiori e più banalotte. Ciò non toglie che sia possibile distinguere chiaramente un nemico dall’altro.

Le ambientazioni, sebbene varie, non brillano molto per level design: sono abbastanza lineari, salvo qualche piccola eccezione. Anche se a volte si avverte una sensazione di smarrimento, non capendo bene dove andare.

Da quanto ho capito, e da quanto si vede, certe espressioni dei dialoghi, certe mosse, e determinati vestiti, lasciano ben poco all’immaginazione del giocatore. Ho scoperto che questa cosa si chiama “fan service”. Pare sia proprio una scelta volontaria dello sviluppatore di mettere in mostra le bellezze delle protagoniste per soddisfare certi …ehm… pruriti dei giocatori.

Da qui voglio subito contraddire un aspetto che ho letto su varie recensioni di siti “ufficiali”: non è affatto vero che “tette e culi” invadono lo schermo, impedendo di combattere e colpire i nemici.
Il gioco sarà durato circa 5 o 6 ore (non le ho contate, ma è durato abbastanza, giusto in tempo prima di dire “ma quando finisce?” Odio i giochi troppo lunghi, visto che il tempo che ho è sempre risicato), ma credo che la telecamera si sia “impallata” a causa delle grazie delle nostre eroine forse 2 o tre volte. Non ho riscontrato problemi nelle fasi di combattimento o esplorazioni legate a “particolari” inquadrature.
Mi chiedo, in tutta onestà, se chi ha scritto quegli articoli abbia realmente giocato a fondo Onechanbara Z2: Chaos.

O se sono stato solo fortunato io…

I combattimenti sono all’insegna del sangue e della spettacolarità. Effetti luminosi, scie, corpi aperti in due, turbinii di spade. Il tutto a 60 fps fissi. Insomma, la parte di combattimento è uno spettacolo per gli occhi.
Il sistema di controllo è fluido se ragioniamo sugli stick. Le mosse, inizialmente, sembrano banalotte da eseguire… Quadrato e triangolo, in qualsivoglia ordine, generano attacchi devastanti, ma in realtà c’è di più. Il Cerchio attiva l’eventuale arma secondaria, mentre la X permette un salto lungo e rapido nella direzione in cui guardiamo, con sciabolata finale sul malcapitato zombie.

Tuttavia acquistando mosse dallo store interno (con i punti guadagnati dagli Orb gialli che troveremo durante il gioco), anche la combinazione di stick + tasti varierà un attimino. Insomma, non è Street Fighter o Tekken, ma ragazzi, è comunque divertente.
Inoltre premendo il touch del pad, appariranno tutte e 4 le ragazze, per un massacro a regola d’arte.
Ma non è finita: in due punti del gioco sarà possibile fare evolvere le ragazze in una specie di “demoni”. Si tratta dell’Xtasy e del Dare Drive, che influiranno appunto sull’aspetto (con meno stoffa sui corpi di alcuni dei personaggi) ma anche sulle mosse e sulla loro potenza.

Comunque grazie ad alcune statue sarà possibile recuperare energia, così come con determinati oggetti ottenibili distruggendo alcuni elementi dei fondali, o uccidendo i nemici.

Le parti esplorative sono ridotte all’osso, e sono giusto un piccolo diversivo alle sequenze di combattimento.

La modalità Mission offre alcuni potenziamenti terminando il livello in particolari condizioni. Solitamente sbloccano abiti o oggetti per personalizzare le 4 eroine.

L’audio è nella media: voci in inglese (niente italiano, nemmeno i sottotitoli) o in lingua originale, modello “studentessa alle prese con uno scarafaggio nel letto”, e musiche abbastanza anonime (a parte una o due tracce). Certo, riempiono con il loro sound j-pop, ma dubito le fischietterete durante la giornata 😉

Le mosse e le armi acquistabili sono molte, così come i trofei presenti nel gioco ed ottenibili in particolari situazioni (come ormai accade con i giochi PS4). Questo aumenta la longevità del gioco: terminare Onechanbara X2: Chaos nella modalità più difficile credo non sia un traguardo per tutti (ma di sicuro sarà una soddisfazione).

Verdetto

Ho trovato Onechanbara Z2: Chaos un gioco divertente e spettacolare, con qualche cedimento, certo, ma con una grande cura svolta dal team di sviluppo, che ha cercato di colmare i limiti tecnici con le varie modalità, e con i guardaroba sexy che faranno la felicità degli aficionados delle 4 ragazze.

Volendolo paragonare ad un filme che ho visto di recente, è un po’ come Suicide Squad: avrà buchi nel plot qua e là, non sarà un film super impegnato, ma garantisce una serata di spettacolarità e divertimento che non ti fa annoiare (senza contare Harley Quinn che da sola vale il film!)

Per quanto mi riguarda, lo rigiocherò per sbloccare i vari trofei. Magari non ogni giorno, ma per staccare da giochi più “impegnati” e rilassarmi con belle ragazze, mostri, spade, e fiumi di sangue! 😉

A prezzo pieno valutate un attimo se è il vostro genere. Ma in offerta come è capitato a me, a meno di 5 euro, vale tutti i soldi spesi, fino all’ultimo centesimo 😉

Voto: 7,5/10

 

 

Sito ufficiale del gioco: Clicca qui


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