Musica

Martino Corti – Il Coraggio della Verità

Martino CortiChi mi conosce sa che spesso i miei gusti musicali sono molto di nicchia, che difficilmente nella mia library di iTunes trovano spazio produzioni troppo “commerciali”, anche se ascolto i più variegati generi.

Per carità, certi “mostri sacri” non mancano nella mia collezione, ma spesso stupisco chi mi conosce con artisti e brani dalla rara bellezza o sensibilità, sconosciuti ai più.

Ecco, io Martino Corti l’ho scoperto tanti anni fa, grazie ad un singolo omaggiato da Apple su iTunes (ah, i bei tempi del pezzo gratuito settimanale!), il cui titolo è “Il capitano”. Un pezzo acustico, con venature folk, che mi ha conquistato sin dai primi ascolti. Da lì il passo all’album è stato immediato, e credo che “Stare qui” (questo il titolo) sia stato uno degli album che ho ascoltato maggiormente in vita mia. Sebbene iTunes non conteggi le riproduzioni dei brani tramite Apple Music, al momento tra i 10 brani più ascoltati da me “non in streaming”, 9 sono di Martino Corti. Probabilmente se quel contatore fosse aggiornato, i numeri sarebbero di gran lunga più alti.

Quando raccontavo delle sue canzoni, gli amici mi guardavano storto… “CHI?”
Poi però, ascoltandole, li vedevo annuire, sorridere, stupirsi. “Apperò, che bravo!”

Martino Corti - Il coraggio della veritàFatto sta che album dopo album, ho seguito la sua crescita professionale, che lo ha portato anche sul palco di diversi teatri milanesi con spettacoli meravigliosi. E per due volte ho avuto il piacere (e l’onore) di essere presente di persona, per rimanere avvolto dalle sue storie, dai personaggi, da quelle situazioni di ogni giorno dove ci ritroviamo tutti. Dove ti fermi, e pensi “Ma ha davvero ragione!”
La prima volta è stato lo spettacolo “Le cose non contano nulla”, nel giugno del lontano 2013, la seconda invece proprio ieri, 4 ottobre, in occasione de “Il Coraggio della Verità”, ai nastri di partenza con la prima di 4 serate da non perdere assolutamente allo Spazio Tertulliano di Milano.

Bellissimo il momento dell’arrivo al Tertulliano, con un lungo, ma ispirato testo all’ingresso, a firma di Jeff Foster, ad accoglierci e farci già sintonizzare le menti su quello che ci attende:

Adoro questi dettagli, perchè sono indice della cura che sta dietro a tutta la preparazione.
Nulla è lasciato al caso, e tutto serve ad introdurci in un “limbo spaziotemporale” di cui ignoravamo l’esistenza.

Serata con un Martino Corti in solitaria, senza altri (storici) comprimari (Luca Nobis, che lo ha accompagnato nei due “capitoli” de “Le cose non contano nulla” era comunque in prima fila).

Solo Martino, dicevo, con una chitarra ed un piano.
Con tante cose da dire, tanti personaggi da conoscere (Marco, Achille, Federica, Mauro per citarne alcuni), e nuove emozionanti canzoni da ascoltare.
Le loro storie, raccontate dalla voce di Martino, ci faranno sorridere, commuovere, in alcune ci potremmo addirittura  rispecchiare! Non è una cosa facile riuscire a trasmettere in maniera così vivida queste “esperienze”, così come non è facile tenere in piedi uno spettacolo del genere tutto da soli, senza aver mai cedimenti qualitativi e sul piano dell’attenzione.

Lo spettacolo è durato 1 ora e 20 minuti circa, ma sia io che i due amici che erano con me, non l’abbiamo nemmeno vista, talmente eravamo immersi in queste situazioni così vicine a noi, anzi, a volte ritrovandoci dentro in pieno. Chiedendoci “ma perchè non ci ho pensato pure io? Sarebbe bastato così poco!”, oppure “ha ragione, quella volta sono stato una m**da pure io”…
Non voglio svelare nulla (sarebbe un peccato – anzi, un atto da delinquenti – spoilerare lo spettacolo), ma più volte mi sono ritrovato con la pelle d’oca, e in certi momenti con gli occhi inumiditi da lacrime che ho cercato di trattenere.

Il bello dei suoi spettacoli è che non ti aspetti cosa ne verrà fuori, e lo stupore di sentirsi parte della storia, di sentire di aver condiviso dei momenti di cui pensavamo di essere solo noi gli unici protagonisti, creano un’atmosfera, un’energia, una commozione, che è difficile da spiegare senza provarla in prima persona.

Martino CortiMartino è stato eccezionale. Ha tenuto banco con una naturalezza disarmante. Anche l'”incidente” delle corde nuove della chitarra, che non tenevano l’accordatura, è stato un pretesto per interagire con il suo pubblico.

I monologhi sono stati sempre avvolti da quella sua ironia intelligente, a volte tagliente, diretta, a volte toccante, mentre le canzoni, interpretate magistralmente anche dal punto emotivo, hanno fatto da corollario alle storie raccontate poco prima.

Se lo andrete a vedere, sappiate che poi, molto probabilmente, nei giorni seguenti vi porterete dentro una strana, ma bella, sensazione, come se un “pezzo” dello spettacolo fosse entrato nei vostri cuori ed abbia deciso di vivere lì, con voi.

Mentre scrivo ormai la seconda serata si sarà già conclusa.

Avete tempo ancora due giorni per non perdervi qualcosa di veramente bello e toccante. Non si accettano scuse, anche perchè il prezzo del biglietto è alla portata di tutti: solo 16 euro, e credetemi, saranno i 16 euro meglio spesi degli ultimi tempi!

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